
Conosco un uomo che sa volare
non è appassionato di parapendio di deltaplano ne di aliante.
Lui vola con le gambe e i piedi e non solo,
anche con l'anima e la mente.
E' un uomo minuto con uno sguardo profondo e simpatico
gli occhi brillanti, leggermente infossati in belle rughe sorridenti.
Il volto può assumere tutte le espressioni esistenti
diventando uno strumento di incredibile comunicazione.
Può parlare con chiunque e chiunque lo può capire.
E' un uomo straordinario pensate,
oltre ad avere due polmoni come un cavallo
è dotato anche di due cuori.
Uno forte e potente batte lento e inesorabile
dandogli l'energia per i suoi primati,
l'altro dolce e generoso è tutto votato a chi gli è vicino
o a ciò che gli sta intorno.
E' solare come uno sherpa,
semplice e premuroso come un tibetano.
Come loro è frutto della terra e del duro lavoro,
come loro non ha perso il dono
di apprezzare tutto ciò che ha
ringraziando umilmente con un largo sorriso.
E' una terre fertile e rigogliosa
dove ogni seme sboccia in ricchi raccolti
fatti di generosità amicizia e purezza d'animo.
E' terra e pietra come le montagne dove è nato
e dove ritorna bambino correndoci sopra con i suoi piedi alati,
scompigliandogli i capelli e grattandogli la pancia.
E' pietra come la sua tenacia la sua volontà,
la sua vita dura eppure è capace di parlargli,
modellando e accarezzando migliaia di sassi
fino a trasformare il suo lavoro in opere d'arte;
pietre con un'anima, pietre che parlano.
E poi corre, leggero, senza fatica apparente: io l'ho visto
fra i sassi, la neve, gli arbusti, il fango.
Lui passa veloce, ma sotto i suoi piedi nulla si muove,
proprio come se volasse; solo un fruscio
ne fa avvertire la sua presenza, ma per vederlo è tardi,
è già sparito dietro quell'albero, dietro quel grande masso.
Ora quell'uomo è al cospetto della montagna più alta della terra,
regno incontrastato dei venti, delle pietre, della terra e del ghiaccio.
Vola Bruno a toccare il cielo più blu che individuo possa vedere.
Noi aspetteremo con pazienza e gioia di sentire passare un fruscio,
vento nel vento, una sagoma felice di tornare ad amare la terra
dopo aver solleticato sua maestà Qomolongma.
Claudio Bastrentaz