English versionVersione italiana


IL DIARIO ON LINE DELLA SPEDIZIONE

04/06/2005 - Bruno Brunod

 

Conosco un uomo che sa volare

non è appassionato di parapendio di deltaplano ne di aliante.

Lui vola con le gambe e i piedi e non solo,

anche con l'anima e la mente.

E' un uomo minuto con uno sguardo profondo e simpatico

gli occhi brillanti, leggermente infossati in belle rughe sorridenti.

Il volto può assumere tutte le espressioni esistenti

diventando uno strumento di incredibile comunicazione.

Può parlare con chiunque e chiunque lo può capire.

E' un uomo straordinario pensate,

oltre ad avere due polmoni come un cavallo

è dotato anche di due cuori.

Uno forte e potente batte lento e inesorabile

dandogli l'energia per i suoi primati,

l'altro dolce e generoso è tutto votato a chi gli è vicino

o a ciò che gli sta intorno.

E' solare come uno sherpa,

semplice e premuroso come un tibetano.

Come loro è frutto della terra e del duro lavoro,

come loro non ha perso il dono

di apprezzare tutto ciò che ha

ringraziando umilmente con un largo sorriso.

E' una terre fertile e rigogliosa

dove ogni seme sboccia in ricchi raccolti

fatti di generosità amicizia e purezza d'animo.

E' terra e pietra come le montagne dove è nato

e dove ritorna bambino correndoci sopra con i suoi piedi alati,

scompigliandogli i capelli e grattandogli la pancia.

E' pietra come la sua tenacia la sua volontà,

la sua vita dura eppure è capace di parlargli,

modellando e accarezzando migliaia di sassi

fino a trasformare il suo lavoro in opere d'arte;

pietre con un'anima, pietre che parlano.

E poi corre, leggero, senza fatica apparente: io l'ho visto

fra i sassi, la neve, gli arbusti, il fango.

Lui passa veloce, ma sotto i suoi piedi nulla si muove,

proprio come se volasse; solo un fruscio

ne fa avvertire la sua presenza, ma per vederlo è tardi,

è già sparito dietro quell'albero, dietro quel grande masso.

Ora quell'uomo è al cospetto della montagna più alta della terra,

regno incontrastato dei venti, delle pietre, della terra e del ghiaccio.

Vola Bruno a toccare il cielo più blu che individuo possa vedere.

Noi aspetteremo con pazienza e gioia di sentire passare un fruscio,

vento nel vento, una sagoma felice di tornare ad amare la terra

dopo aver solleticato sua maestà Qomolongma.

 

Claudio Bastrentaz


<< torna indietro


     © Everest Vitesse 2005... un record da vivere tutto d'un fiato... Home page  |  Contatti